C’era una volta una ragazza che viveva in una città in cui nessuno parlava più.
Tutto era stato detto. Tutto era stato scritto. Le parole, stanche, si erano addormentate dentro i libri, e la gente non vedeva più il motivo per cui leggerle.
La ragazza si chiamava Eloisa e aveva un dono: ogni volta che leggeva una frase che le toccava il cuore, una finestra si apriva dentro di lei.
Piccola, impercettibile. Ma da quella finestra entrava luce.
Un giorno, camminando vicino a una piazza deserta, trovò un foglietto stropicciato, forse dimenticato da un vento sbadato. Diceva:
“L’assurdo nasce dal confronto tra il bisogno umano di spiegazione e il silenzio incomprensibile del mondo."
Firmato: Camus.
Eloisa lo tenne in tasca. Poi iniziò a raccogliere parole ovunque: da libri lasciati sugli scalini, da murales cancellati a metà, da pagine di romanzi in biblioteche dimenticate.
Ogni parola che le parlava diventava un filo dorato, e con quei fili, una notte, iniziò a tessere un sentiero nella biblioteca di Ombrachiara, il luogo leggendario dove le storie non dette andavano a dormire.
Tessendo, capì qualcosa di semplice ma immenso: non si leggono libri per capire il mondo,
si leggono per restare svegli mentre il mondo ci attraversa.
La biblioteca si svegliò. Le frasi iniziarono a fluttuare attorno a lei, come stelle. E da quel giorno, ogni persona che si sentiva sola, senza direzione, riceveva un frammento di quella biblioteca.
Non era una risposta.
Era una domanda che portava luce.
Piccola sezione per i grandi
Questa fiaba può essere letta da bambini curiosi e adulti in cerca.
Racconta del potere delle parole, della necessità di raccogliere frammenti per dare un senso a ciò che non si spiega.
Un libro, una frase, una pagina: ognuna può diventare una lanterna.
Domande da condividere:
Qual è la frase che ti ha cambiato?
Hai mai sentito che un libro “ti ha scelto”?
Cosa cerchi davvero quando leggi?